Mercoledì della settimana della I Domenica dopo la Dedicazione

Ap 13,11-18; Sal 73 (74); Mt 19,9-12

Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca. (Mt 19,12)

Lavorate, pregate, soffrite, fate del bene intorno a voi, a coloro che vi sono più vicini. È amando gli uomini che si impara ad amare Dio. Il modo per ricevere la carità di Dio, è praticarla nei confronti degli uomini. Non so a cosa Dio vi chiami in particolare, so molto bene a cosa Egli chiama tutti i cristiani, uomini e donne, sacerdoti e laici, celibi e sposati: a essere apostoli, apostoli attraverso l’esempio, attraverso la bontà, attraverso un contatto benefico, attraverso un amore che richiede reciprocità e che porta a Dio, apostoli come Paolo, come Priscilla e Aquila, ma sempre apostoli, «facendosi tutto per tutti per portarli tutti a Gesù».

(Lettera a Louis Massignon, 1° maggio 1912, in C. de Foucauld, L’aventure de l’amour de Dieu. 80 Lettres inédites de Charles de Foucauld à Louis Massignon, ed. J.-F. Six, Seuil, Paris 1993)

DA FRATELLI TUTTI

Benché potesse disturbare l’ordine e il silenzio dei monasteri, Benedetto esigeva che i poveri e i pellegrini fossero trattati «con tutto il riguardo e la premura possibili». L’ospitalità è un modo concreto di non privarsi di questa sfida e di questo dono che è l’incontro con l’umanità al di là del proprio gruppo. Quelle persone riconoscevano che tutti i valori che potevano coltivare dovevano essere accompagnati da questa capacità di trascendersi in un’apertura agli altri. (FT 90)

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