Martedì della settimana della IV Domenica dopo l'Epifania

Sir 39, 12-22; Sal 32 (33); Mc 6, 1-6a

Non bisogna dire: «Che cos’è questo? Perché quello?». Tutto infatti sarà esaminato a suo tempo. Alla sua parola l’acqua si arresta come una massa, a un detto della sua bocca si aprono i serbatoi delle acque. A un suo comando si realizza quanto egli vuole, e nessuno potrà sminuire la sua opera di salvezza. (Sir 39,16b-18)

Lo sguardo sapiente con cui Siracide contempla il mondo non vuole contrapporre la possibilità di contemplare ciò che esiste alla possibilità di conoscerlo tramite la scienza. Si tratta, però, di dare le giuste proporzioni a ogni atteggiamento, di riconoscere che l’uno non è opposto all’altro.
È infatti limitato lo sguardo che – nei confronti del mondo naturale, ma anche della storia – volesse trovare la ragione di tutto, senza però essere in grado di comprenderne il senso. Si tratta piuttosto di conoscere dando a quell’attività il giusto valore, sapendo cioè interpretare quanto si conosce come «opera di salvezza», cioè traccia della benevolenza del Signore nei confronti delle sue creature.

Preghiamo

Tema il Signore tutta la terra,
tremino davanti a lui gli abitanti del mondo,
perché egli parlò e tutto fu creato,
comandò e tutto fu compiuto.

Dal Salmo 32 (33)

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