Sabato della settimana della I Domenica dopo Pentecoste

Lv 8, 1-13; Sal 94 (95); Eb 5, 7-10; Lc 4, 16b-22b

Poi Mosè prese l’olio dell’unzione, unse la Dimora e tutte le cose che vi si trovavano e così le consacrò. Fece con esso sette volte l’aspersione sull’altare, unse l’altare con tutti i suoi accessori, il bacino con il suo piedistallo, per consacrarli. Versò l’olio dell’unzione sul capo di Aronne e unse Aronne, per consacrarlo. Poi Mosè fece avvicinare i figli di Aronne, li vestì di tuniche, li cinse con le cinture e legò sul loro capo i turbanti, come il Signore aveva ordinato a Mosè. (Lv 8,10-13)

Con questi gesti Mosè consacra Aronne come sacerdote, Aronne e i suoi figli saranno dedicati a un compito speciale, quello di assicurare il culto e i sacrifici, tramite i quali il popolo potrà vivere la relazione con il Signore.
Il Signore non vuole restare distante dall’umanità, ma assicura il modo per vivere con lui una relazione continua. Quella relazione viene portata a compimento con Gesù, è tramite lui che il Signore si avvicina per sempre alle donne e agli uomini di ogni tempo.
Oggi è il giorno per verificare come si realizzi una relazione personale con il Signore, in quale modo l’incontro con Gesù faccia scoprire Dio.

Preghiamo

Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.

Dal Salmo 94 (95)

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