San Marco evangelista

1Pt 5,5b-14; Sal 88; 2Tm 4,9-18; Lc 10,1-9

E il Dio di ogni grazia, il quale vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo Gesù, egli stesso, dopo che avrete un poco sofferto, vi ristabilirà, vi confermerà, vi rafforzerà, vi darà solide fondamenta. A lui la potenza e la gloria nei secoli. Amen! (1Pt 5,10-11)

Ci accade di soffrire; qualcuno tra noi soffre anche molto, e mantenere alta la fiducia nel compiersi delle promesse di Dio può risultare particolarmente difficile, in qualche faticoso passaggio della nostra vita. Pietro ci invita ad accettare la realtà della sofferenza che può gravare sul nostro cammino; ma molto più ci invita a dare credito alla parola di Gesù, che saprà rimetterci in piedi, che non ci farà mancare le occasioni per ridare profondità e solidità alla nostra fede, che ci consentirà magari anche di ritrovarci più forti, nel saper affrontare ciò che la vita potrà ancora riservarci per il futuro. Siamo chiamati alla vita nuova in Gesù, e la Pasqua torna a ricordarci questo obiettivo che, prima ancora che nostro, sta nel cuore di Dio: il Figlio ce lo ha reso più evidente, le pagine evangeliche non cessano di riaffermarlo e non vengono meno ragioni perché la nostra speranza si mostri salda e capace di offrirci un futuro riconoscibile e appassionante, in Gesù Salvatore: dal travaglio alla gioia!

Preghiamo

Sei tu che hai formato i miei reni
e mi hai tessuto nel grembo di mia madre.
Io ti rendo grazie: hai fatto di me una meraviglia stupenda;
meravigliose sono le tue opere,
le riconosce pienamente l’anima mia.

(Sal 139,13-14)

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