Venerdì della II settimana di Avvento

Ger 3,6a; 4,1-4; Sal 26 (27); Zc 3,1-7; Mt 12,38-42

«Nel giorno del giudizio, quelli di Ninive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona!» (Mt 12,41)

Ritorna qui per bocca degli scribi e farisei la seconda delle tentazioni subite da Gesù da parte del diavolo nel deserto (Mt 4,1-11), quella di un messianismo spettacolare, fatto di prodigi strabilianti per ottenere la liberazione del popolo d’Israele. Gesù qui resta fermo e risponde duramente a tale richiesta, ricordando che i pagani di Ninive si convertirono alla predicazione di Giona, mentre loro, pur conoscendo le Scritture, non riconoscono Gesù come Messia inviato dal Padre. Il giudizio finale sarà appunto basato sull’accoglienza o meno di Cristo. Il segno più grande che i farisei continueranno a rifiutare sarà proprio quello della risurrezione di Gesù con il suo ritorno glorioso come giudice che il Sinedrio rifiuterà (cfr. Mt 26,64). I figli del regno sono miti, discreti e pazienti. Hanno il cuore aperto a Cristo per cui tutto ciò che sono e che fanno è rivolto ad accogliere, ascoltare, imitare il Maestro.

Preghiamo

Ecco, Dio è la mia salvezza;
io avrò fiducia, non avrò timore,
perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza.

Is 12,2

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