San Giovanni apostolo ed evangelista

1Gv 1,1-10; Sal 96 (97); Rm 10,8c-15; Gv 21,19c-24

«Quello che abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita, noi l’abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza». (1Gv 1,1-3)

Il secondo testimone che di diritto è “di casa” nel presepe è l’evangelista Giovanni. È il testimone vergine che annuncia la buona notizia del venire di Dio verso l’umanità, ne fa esperienza diretta, sensibile (udire, vedere, toccare) e la proclama perché la gioia del dono che è Gesù, il Figlio di Dio, sia per tutti. Giovanni ha il cuore vergine, appartiene totalmente a Cristo, non ha doppi fini di tornaconto personale. Per questo lo sa riconoscere vivo e presente, fonte di letizia, e lo annuncia con chiarezza e acume teologico andando sempre più in profondità nel mistero di Dio che si fa uomo, cogliendone la sua divinità. Questa intima conoscenza, illuminata dal dono dell’intelletto spirituale, esprime in maniera lampante l’elemento fondante del cristianesimo: Dio è amore incarnato. Non puoi dire di amare Dio che non vedi, se non ami il fratello che vedi, che ha un volto preciso, quello di Gesù di Nàzaret.

Preghiamo

Celebriamo l’apostolo Giovanni che nella cena posò il
capo sul petto del Signore; conobbe i segreti del cielo e
diffuse nel mondo intero le parole della vita.

dalla Liturgia

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