Giovedì della I settimana d'Avvento

Ger 2,1-2a.12-22; Sal 73 (74); Am 8,9-12; Mt 9,16-17

«Né si versa vino nuovo in otri vecchi». (Mt 9,17)

La buona notizia che Gesù è venuto a portare all’umanità è la rivelazione del volto paterno di Dio e della sua volontà salvifica per ciascuno. Il dono immenso della vita Trinitaria chiede di essere condiviso in una comunione di amore accolto e riconsegnato reciprocamente in una esperienza di fede. La vecchia mentalità che guardava a Dio come colui che non si può vedere “faccia a faccia”, a cui rendere culto per ottenere favori o protezione per sé o la propria famiglia, Gesù la dichiara terminata. La Legge che Dio ha stipulato con il suo popolo deve essere vissuta nello stile delle beatitudini evangeliche, cioè del Figlio Gesù, dove già partendo dall’intenzione del cuore, si può amare o non amare veramente Dio e il prossimo. Sono due modi differenti di comprendere il volto di Dio: o compiendo atti religiosi per sentirsi “a posto” davanti a lui, o guardarlo e conoscerlo come Padre che si dona gratuitamente ai suoi figli.

Preghiamo

Benedetto il Signore, Dio d’Israele,
egli solo compie meraviglie.
E benedetto il suo nome glorioso per sempre,
della sua gloria sia piena tutta la terra.

Sal 71,18-19

 

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