Venerdì della II settimana di Quaresima

Dt 5,1-22; 1Sam 2,26-35; Lv 25,1-2a; 26,3-13; 1Re 18,21-39

Elia si accostò a tutto il popolo e disse: «Fino a quando salterete da una parte all’altra? Se il Signore è Dio, seguitelo! Se invece lo è Baal, seguite lui!». (1Re 18,21)

In un’epoca nella quale si esalta al massimo la libertà dell’uomo, siamo diventati incapaci di decidere liberamente. Si intende la libertà come il poter saltare di continuo da una parte all’altra. Non la capacità di decidere della vita. Generosi nel darsi da fare, senza però un “sì” che sia per sempre. Non si crede al proprio cuore che vuole un “per sempre”, non si crede alla promessa di Dio. «Se il Signore è Dio, seguitelo!» dice il profeta Elia. Cosa significa «se il Signore è Dio»? Significa che è sicuro, che è fedele. L’immagine è quella della roccia. Su di lui si può decidere “per sempre”, perché, anche se io vengo meno, Dio è fedele. Per sempre. Ciò che promette lo compie. È lo stupore della vita cristiana.

Preghiamo

O Gesù, inondami del tuo spirito e della tua vita.
Penetra in me e impossessati del mio essere,
pienamente, che la mia vita
sia soltanto un’irradiazione della tua.
Che io cerchi e veda non più me, ma soltanto te.

(John Henry Newman)

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