Giovedì della I settimana di Quaresima

Gen 5,1-4; Sal 118,17-24; Pr 3,27-32; Mt 5,20-26

Adamo […] generò un figlio a sua immagine, secondo la sua somiglianza, e lo chiamò Set. (Gen 5,3)

Nemmeno il peccato impedisce all’uomo di essere immagine e somiglianza di Dio, perché non è una scelta umana ma divina. Ogni uomo è fatto di questa relazione con Dio. In un contesto come quello cubano, dove si insegna l’odio verso il nemico o dove altre Chiese cristiane accusano la Chiesa cattolica di essere il luogo del demonio, quanto diventa difficile aiutare a riconoscere il valore di ogni uomo al di là di ogni cultura, etnia, appartenenza politica o religiosa. È una grande sfida: accogliere l’altro riconoscendo in lui un valore assoluto, un segno della paternità e maternità di Dio, fino ad amare anche il nemico.

Preghiamo

Pietà di me, pietà di me,
o Dio, in te mi rifugio;
mi rifugio all’ombra delle tue ali
finché sia passato il pericolo.
Invocherò Dio, l’Altissimo,
Dio che mi fa il bene.
Mandi dal cielo a salvarmi
dalla mano dei miei persecutori,
Dio mandi la sua fedeltà e la sua grazia.

(cfr. Sal 57,2-4)

 

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