Lunedì della II settimana di Quaresima

Gen 12,1-7; Sal 118,25-32; Pr 4,10-18; Mt 5,27-30

Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore. (Gen 12,4)

Dire di no a Dio sarebbe stato per Abramo rinunciare a sé stesso, alla sua vita. Ciò che Dio gli chiedeva era quello che in fondo lui stesso stava cercando in modo confuso e incerto. Nella promessa di Dio così imprevista e gratuita, Abramo riconosceva ciò per cui era fatto il suo cuore, riconosceva il senso della sua vita. Abbandonarsi a quella promessa era la cosa più giusta che potesse fare, era il bene per sé e per tutti gli altri. Dandoci la vita, amandoci in Cristo, Dio ha posto in noi una grande promessa capace di trapassare tutte le fatiche, le debolezze, gli smarrimenti, i peccati che segnano la nostra vita.

Preghiamo

E quando giungerà la sera
cui segue la notte e non più l’aurora
ripetimi, Signore, la Parola
quella che mi ha dato speranza ogni mattina
quella che mi ha dato pace ogni sera: “Io sarò con te”.

(Anna Maria Canopi)

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