Venerdì della IV settimana di Avvento

Ger 17,19-26; Sal 14 (15); Zc 10,10-11,3; Mt 21,23-27

«Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?» (Mt 21,23)

All’ingresso trionfale nella città santa, causa di agitazione tra il popolo (v. 10), seguono il giudizio di Gesù sull’attività cultuale del tempio, contestando lo svolgimento “rituale” dei cambiavalute, poi la maledizione del fico sterile, simbolo dell’insegnamento e religiosità giudaica, che evidenzia un inutile formalismo nel modo di vivere il rapporto con Dio e, infine, gli stessi insegnamenti di Gesù che si oppongono a una vita religiosa priva di fede personale, irritano e induriscono il rapporto con i capi e gli anziani del popolo. Per questi motivi la domanda sull’autorità di Gesù è al centro della disputa. Cristo ricorda loro il battesimo di Giovanni là dove si udì la voce del Padre che dichiarava: «Questi è il Figlio mio, l’amato»; l’identità e l’autorità di Gesù sono attestate da Dio, si aprono i cieli, non c’è più nulla di nascosto. Il volto del Padre è quello di Gesù di Nàzaret.

Preghiamo

Ecco il nostro Dio;
in lui abbiamo sperato perché ci salvasse.
Questi è il Signore in cui abbiamo sperato;
rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza.

Is 25,9

 

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