Sabato della settimana della II Domenica dopo la Dedicazione

Dt 30, 1-14; Sal 98 (99); Rm 10, 5-13; Mt 11, 25-27

Questo comando che oggi ti ordino non è troppo alto per te, né troppo lontano da te. Non è nel cielo, perché tu dica: “Chi salirà per noi in cielo, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?”. Non è di là dal mare, perché tu dica: “Chi attraverserà per noi il mare, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?”. Anzi, questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica».  (Dt 30,11-14)

Il Signore non si è rivelato al popolo di Israele e ai cristiani manifestando la sua grandezza in modo tale da restare a distanza, ma si è fatto vicino, fino a manifestarsi definitivamente in Gesù.
La sua vicinanza è un dono smisurato, che dà valore a ogni aspetto dell’esistenza umana e di conseguenza implica una grande responsabilità: quella di rendere attuale la sua parola, a partire dalle scelte e dalle azioni possibili a ciascuno.

Preghiamo

Invocavano il Signore ed egli rispondeva.
Parlava loro da una colonna di nubi:
custodivano i suoi insegnamenti
e il precetto che aveva loro dato.

Dal Salmo 98 (99)

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