Mercoledì della settimana della V Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

2Tm 1,1-12; Sal 138 (139); Lc 20,27-40

Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui. (Lc 20,38)

Quante generazioni si succedono! Queste generazioni innumerevoli, i cui corpi dormono nella polvere, non sono morte, vivono: vivono e vivranno per sempre… Il tempo che hanno passato sulla terra era solo il primo passo della loro vita: sono entrate nella vera esistenza, quella per la quale sono fatte; il giorno in cui Dio le ha liberate dal loro corpo: non sono morte, tutte queste generazioni. Siamo piuttosto noi che non viviamo, come i bambini appena nati sono senza vita accanto a uomini fatti, perché non godono ancora delle facoltà che appartengono alla loro natura. Tuttavia la nostra infanzia è grande. Non possiamo trovare bassa questa esistenza terrena che Dio ha reso bella, santa e sacra vivendo trentatré anni sulla terra…

(C. de Foucauld, Commentaire de Saint Matthieu, Nouvelle Cité, Paris 1989)

DA FRATELLI TUTTI

Quando la dignità dell’uomo viene rispettata e i suoi diritti vengono riconosciuti e garantiti, fioriscono anche la creatività e l’intraprendenza e la personalità umana può dispiegare le sue molteplici iniziative a favore del bene comune. Ma persistono oggi nel mondo numerose forme di ingiustizia, nutrite da visioni antropologiche riduttive e da un modello economico fondato sul profitto, che non esita a sfruttare, a scartare e perfino ad uccidere l’uomo. (FT 22)

 

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