Mercoledì della IV settimana di Pasqua

At 13,1-12; Sal 97 (98); Gv 7,40b-52

Bar-Jesus, mago e falso profeta giudeo… faceva loro opposizione, cercando di distogliere il proconsole dalla fede. Allora Saulo, detto anche Paolo, colmato di Spirito Santo, fissò gli occhi su di lui. (At 13,6.8-9)

Nella prima missione Saulo e Barnaba si trovano davanti all’opposizione della magia al cristianesimo. Focalizziamo la nostra attenzione sui nomi delle persone: il mago (Elimas) falso profeta giudeo si chiama Bar-Jesus cioè “figlio di Gesù”, la sua azione è di chiara opposizione all’annuncio della Parola di salvezza che gli apostoli portano. In realtà, al di là del nome, si comporta da figlio del diavolo, il suo intento è distogliere dalle vie diritte del Signore. Dall’altra parte c’è Saulo (da ora Paolo, “piccolo”) che non pretende nulla per sé, non ha tornaconti personali o di prestigio, ma ha un unico desiderio, quello di annunziare la Parola di Dio sostenuto dalla grazia dello Spirito Santo. Ed è grazie allo Spirito che Paolo può guardare profeticamente l’uomo menzognero che ha di fronte, annunziandone la temporanea cecità per favorire la sua conversione. Sarebbe interessante rileggere come noi accogliamo la Parola di Dio, i sacramenti e l’azione missionaria della Chiesa: diamo ad essa una interpretazione “magica”, cercando di piegare la volontà di Dio alla nostra, o l’accogliamo nella sua verità di salvezza per il nostro bene?

Preghiamo

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele.

(Sal 97)

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