Martedì della III settimana di Pasqua

At 5,34-42; Sal 26 (27); Gv 5,31-47

Non vi accada di trovarvi addirittura a combattere contro Dio! (At 5,39)

Gamaliele, dottore della legge, stimato da tutti, ha nel cuore una consapevolezza che illumina il suo modo di guardare a ciò che accade e vive: lui sa che, tra le varie vicende, è Dio che conduce la storia. Il dono del discernimento viene dallo Spirito Santo che ci aiuta a leggere la realtà con intelligenza per scoprire l’opera di Dio in azione. Ciò permette di “stare con i piedi per terra” e staccarsi da una concezione di Dio “rigidamente dogmatica”, per cui Dio può agire solo in determinati modi che corrispondono al modo personale di intendere, e invece abituarci a vedere con elasticità mentale come Dio vuole allargare “lo spazio della tenda… rinforzare i paletti” (cfr. Is 54,1-10) e non a preservare, in quanto autorità religiosa, diritti acquisiti. A processo non ci sono solo gli apostoli, il vero imputato è di nuovo Gesù e il suo Vangelo. La testimonianza ferma, decisa, umile, piena d’amore fatta nel suo nome fa percorrere agli apostoli la sua stessa via: seppur oltraggiati sono lieti di proseguire l’annuncio che non possono tacere certi che, l’ultima parola sulla storia, sarà quella dell’agnello immolato che siede in trono.

Preghiamo

Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?

(Sal 26)

 

Ti potrebbero interessare anche: