VI Domenica dopo Pentecoste

martiri-cinesi

Il 1° ottobre dell’anno santo 2000 sono stati solennemente canonizzati Agostino Zhao Rong e compagni, martiri della Chiesa di Cina. Testimoni della fede, uomini e donne di ogni età e condizione, sacerdoti, religiose e laici, nell’arco di vari secoli, al rinnovarsi delle persecuzioni contro i cristiani, hanno suggellato con il dono della vita la loro indefettibile appartenenza a Cristo. Di questa schiera di santi martiri fanno parte anche 33 missionari e missionarie, che per annunciare Cristo e servire quel popolo, si fecero cinesi con i cinesi; in quella terra sono rimaste le loro tombe, quasi a significare la loro definitiva appartenenza alla Cina.
Agostino Zhao Rong era uno dei soldati che scortarono mons. Dufresse delle Missioni Estere di Parigi al luogo della decapitazione. Colpito dal comportamento di costui, mitemente paziente e insieme risoluto, chiese di essere accolto tra i neofiti, e una volta ricevuto il battesimo, volle entrare in seminario per prepararsi all’ordinazione presbiterale. Nello svolgimento della sua missione di sacerdote, annunciatore della Buona Novella ai suoi fratelli, fu arrestato e torturato perché rinnegasse la sua fede, e infine fu ucciso. Era l’anno 1815.

Il 9 luglio, la Chiesa celebra anche la memoria di santa Veronica Giuliani. Nel 1660, il 27 dicembre, ultima di sette sorelle, nacque a Mercatello, presso Urbino, Orsola Giuliani. Aveva solamente quattro anni quando le morì la madre, la quale aveva assegnato a ciascuna delle sue cinque figlie (due erano morte in tenera età) una ferita del Cristo. A Orsola diede quella del costato, perché “imparasse ad amare Gesù crocifisso, giacché quello era il luogo dell’amore ”. Nel 1677 Orsola entrò nel monastero delle Clarisse Cappuccine di Città di Castello, e qui visse fino alla morte per quasi cinquant’anni. Alla vestizione ricevette il nome di Veronica, e subito dopo le apparve il Signore. Fu l’inizio di una straordinaria avventura mistica, descritta minuziosamente nel Diario che tenne per ordine del confessore.
Devota della Passione del Signore, ne riviveva visibilmente le sofferenze e un venerdì santo fu segnata anche dalle ferite delle stigmate. Ideale supremo di tutta la sua vita fu quello di cooperare all’opera della redenzione, rinnovando nella sua anima e nel suo corpo, la Passione del Salvatore. Alle numerose grazie delle quali venne insignita, ai tanti segni di predilezione, Veronica corrispose offrendosi vittima per i peccatori. Morì il 9 luglio 1727 e venne canonizzata da papa Gregorio XVI nel 1839.

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