«Prezzi ragionevoli attraverso misure temporanee di mitigazione e un’equa distribuzione delle risorse»: è quanto chiede la Comece in una dichiarazione diffusa in vista dell’inverno

di Maria Chiara Biagioni
Agensir

Foto Ansa / Sir
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«Garantire un’energia accessibile e a prezzi ragionevoli alle persone più colpite attraverso misure temporanee di mitigazione e un’equa distribuzione delle risorse». Favorire «una riduzione responsabile del consumo energetico… Perseguire partenariati energetici bilaterali e multilaterali responsabili e basati sui valori e gettare le basi di un nuovo sistema energetico globale». È quanto chiedono i vescovi della Comece (Commissione degli episcopati Ue) in una dichiarazione dedicata all’attuale crisi energetica, in vista dell’inverno.

La guerra e le sue conseguenze

I vescovi della Comece esprimono ancora una volta la loro «profonda tristezza per le orribili sofferenze umane inflitte ai nostri fratelli e sorelle in Ucraina» e ribadiscono “un accorato appello «agli aggressori, affinché sospendano immediatamente le ostilità, e a tutte le parti affinché si aprano al negoziato». Nella Dichiarazione diffusa oggi, i vescovi fanno osservare come «la guerra della Russia contro l’Ucraina sta causando gravi conseguenze sulla popolazione dell’Ue e non solo» ed evidenziano che «l’eccessiva dipendenza dalle importazioni di petrolio e gas da un unico fornitore ha permesso alla Russia di utilizzare le proprie forniture energetiche come un’arma. Ciò ha rafforzando l’insicurezza energetica in tutta Europa. Di conseguenza, l’impennata dei prezzi dell’energia si ripercuote sulla società nel suo complesso, colpendo in particolare i più vulnerabili».

Tre principi

In questo contesto, i vescovi accolgono con favore il costante impegno dei responsabili politici europei e nazionali nel presentare iniziative volte a garantire l’accessibilità all’energia, sicura e sostenibile, e a mitigare l’impatto dell’incremento dei costi dell’elettricità sugli individui, sulle famiglie e sulle imprese. Ma chiedono ai decisori politici un ulteriore impegno in linea con tre principi cardine della prospettiva della Chiesa cattolica: destinazione universale dei beni; opzione preferenziale per i poveri e giustizia e pace.

Vari sono i risvolti della crisi che destano la preoccupazione dell’episcopato cattolico. «Oggi, con l’avvicinarsi dell’inverno in Europa – si legge nella dichiarazione – chiediamo a tutti coloro che hanno responsabilità nella vita pubblica di non abbandonare le famiglie e le persone vulnerabili o vittime di discriminazioni socio-economiche, incapaci di far fronte all’aumento dell’inflazione e di pagare il riscaldamento o l’elettricità».

«La crisi energetica è un ulteriore fardello dal punto di vista economico e mentale – incalzano i vescovi -. Mentre molte aziende stanno fallendo, altre stanno licenziando i propri lavoratori e molti non sono più in grado di far fronte all’aumento del costo della vita. Anche il settore agroalimentare sta soffrendo terribilmente per l’aumento dei prezzi dell’energia e la scarsità di fertilizzanti». «In questo contesto – conclude la Comece – facciamo appello alla solidarietà collettiva. Siamo reciprocamente connessi e dipendiamo gli uni dagli altri, non solo come singoli individui e come famiglie, ma anche come società e come comunità internazionale. Ognuno di noi è chiamato a contribuire all’espressione concreta di questa solidarietà».

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