Nel primo numero annuale della rivista europea di cultura filosofi, pedagogisti, sociologi, teologi e giuristi si interrogano su un valore fondamentale, ma al tempo stesso in crisi

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Mai come nelle società contemporanee la fiducia appare in crisi. Relazioni interpersonali e istituzioni politiche, economiche, sociali e religiose ne sono sotto scacco, al punto da mettere a rischio la convivenza civile e gli stessi rapporti umani.

Il primo numero del 2023 di Munera (rivista europea di cultura) presenta in particolare tre aspetti che rendono la fiducia al contempo paradossale e indispensabile: il suo rapporto con la speranza e con la vulnerabilità; il suo essere al contempo non esigibile e necessaria; il suo rapporto con l’autorità, sia essa politica, sociale, scientifica o religiosa.

Su questo tema cruciale si interrogano filosofi, pedagogisti, sociologi, teologi e giuristi. Daniele Bruzzone sostiene che la fiducia è alla base dell’educazione, al punto che la sua crisi è divenuta un’emergenza sociale e politica. A confermare questa tesi è Francesco Stoppa, che riconosce nella fiducia quel luogo abitato dal dubbio che apre al nuovo e al futuro.

Di fiducia e nuove cittadinanze si occupa Alice Pugliese, secondo cui la fiducia è «una forma del vedere». Luigino Bruni sostiene che, in tutti gli ambiti, la generatività ha un bisogno vitale di libertà, fiducia, rischio. Ad approfondire il legame tra fiducia e democrazia è poi Filippo Pizzolato, che sottolinea l’importanza di riattivare il rapporto tra legame sociale e istituzioni per la costruzione del bene comune. Su questa prospettiva la riflessione di Tommaso Greco che indaga il rapporto tra fiducia e giustizia nella relazione tra i cittadini e le istituzioni. Marco Lombardi affronta il rapporto tra fiducia e fake news. Infine, Francesca Peruzzotti affronta il tema della fede cristiana come forma autentica di fiducia.

Per info e abbonamenti: www.muneraonline.eu

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