VIA CRUCIS Zona pastorale I, Milano - 22 marzo 2023

Imparate dalle donne a seguire Gesù. Imparate dalle donne a intendere il suo soffrire e il suo insegnare. Imparate dalle donne a percorrere la Via crucis.
Imparate dalle donne – suggeriscono i Vangeli e le stazioni della Via Crucis.

 

  1. Le donne delle lacrime.

Sulla via verso il compimento della sua missione Gesù incontra le figlie di Gerusalemme che si battevano il petto e facevano lamento su di lui (cfr Lc 23,27).
Le donne delle lacrime sono quelle delle emozioni, quelle della compassione, quelle che si struggono e si sentono trafiggere il cuore di fronte all’ingiusto soffrire, alla mitezza vittima della violenza, alla bellezza sfigurata dalla crudeltà incomprensibile. Le donne delle lacrime sono le donne dell’impotenza: piangono, ma a che cosa serve.
Gesù si volta verso di loro e le chiama e le invita alle lacrime che generano futuro.
Non le lacrime dell’impotenza, ma le lacrime della conversione, le lacrime che lavano il peccato dei figli, le lacrime che fanno intenerire il legno secco perché non sia gettato nel fuoco che distrugge.
Forse ci sono uomini e donne che non piangono più, che lasciano che il futuro sia inghiottito dal nulla, che benedicono il futuro senza figli, che rivendicano il diritto di essere indifferenti verso le sorti del mondo e le sorti del giusto ingiustamente giustiziato.
Imparate dalle donne le lacrime che riconoscono il peccato e convincono alla conversione.

 

  1. Maria, la donna della fede.

Sulla via verso il compimento della sua missione Gesù vede Maria, la madre. Sta là sotto la croce e rivolge a Gesù lo sguardo della fede e guardo con lo sguardo della fede il discepolo amato e la gente e i soldati e i capi del Giudei e il mondo distratto e disperato.
Eccomi, sono la serva del Signore. Eccomi. Amen. La fede di Maria non è una idea, una opinione da rispettare, ma una decisione di accogliere il bambino come il Figlio di Dio. La fede non è questione di un parere che ciascuno può tenere per sé, perché siamo educati, perché nessuno ha diritto a sindacare sulle tue convinzioni, basta che non ne parli, basta che non pretendi di condividerle in pubblico. La fede di Maria è lo sguardo sul suo figlio crocifisso: fin qui mi ha condotto la parola dell’angelo, fin qui, sul confine tra la vita e la morte, per ascoltare l’ultima parola: “ecco tuo figlio!”.
Ci sono uomini e donne che dicono: “io non credo, io faccio a meno di credere, io faccio a meno di Dio”.
Maria, donna di fede, parla a ciascuno dei figli di Dio e invita: vieni, segui Gesù! Come puoi vivere senza colui che è la Vita? come puoi vivere e sperare la vita senza la morte di Gesù!

 

  1. Le donne degli aromi.

Gesù ha riconosciuto nel gesto di Maria di Betania la profezia della sua sepoltura. Il nardo prezioso versato sui piedi di Gesù è il gesto contestato da Giuda in nome di un utilitarismo sospetto. Gesù giustifica Maria: “Lasciala fare perché essa lo conservi per il giorno della mia sepoltura” (Gv 12,7).
E le donne, il mattino di Pasqua vanno al sepolcro con gli aromi. Forse l’utilitarismo sospetto può domandarsi: a che cosa serve portare aromi al sepolcro? Infatti non serve a niente. Eppure dice la tenerezza di un affetto, la gratuità dell’amore: il dono è il linguaggio necessario per raccontare la gratitudine, lo stupore di essere amati.
La terra si inaridisce e la convivenza diventa disumana e noiosa se la tenerezza gratuita, la sorpresa del dono, il miracolo della gioia non visita i nostri giorni. La gratuità del profumo portato al sepolcro viene da una intuizione del cuore: Gesù è morto, Gesù è sepolto, ma l’amore che ci unisce non è finito, la nostra riconoscenza resta viva. Che può significare questo inspiegabile sentire? È come l’attesa di una annunciazione. Forse è per questo che le prime destinatarie dell’annuncio della risurrezione sono state le donne degli aromi.
Imparate dalle donne degli aromi la via della gratuità, dell’intuizione affettuosa che vive in devoto silenzio il sabato santo, perché già vede l’alba del primo giorno della settimana, già attende la Pasqua.

Imparate dalle donne a vivere la via crucis.
Dalle donne delle lacrime, la via della conversione.
Da Maria donna della fede, la via della vocazione.
Dalle donne degli aromi, la via della gratuità.

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