XXXI Giornata Mondiale del Malato. Milano, Parrocchia S. Maria di Lourdes - 11 febbraio 2023

  1. Io non valgo niente

“Io non valgo niente”, dice il malato, il disabile, il ricoverato. “Non sono capace di fare quello che dovrei, quello che per gli altri è così naturale. Devo dipendere in tutto dagli altri. Sono un peso per gli altri”.
La malattia fa parte della nostra esperienza umana. Ma essa può diventare disumana se è vissuta nell’isolamento e nell’abbandono … il fatto che la persona malmenata e derubata (nella parabola del Samaritano di Lc 10,29ss) viene abbandonata lungo la strada rappresenta la condizione in cui sono lasciati troppi nostri fratelli e sorelle nel momento in cui hanno più bisogno di aiuto” (Papa Francesco, Messaggio per la XXXI giornata del malato).
“Io non valgo niente” dice il medico, l’infermiere, il personale ausiliario e amministrativo. “Per quanto mi affatichi, non arrivo ai risultati desiderati; risolto un problema se ne presenta un altro; ogni cosa richiede tante fatiche e non sono mai abbastanza; con tutto quello che faccio, talora invece che riconoscenza ricevo critiche. Il mio lavoro a che cosa serve?”.
“Io non valgo niente” dice il volontario, la volontaria. “Il mio servizio e la mia dedizione, pur con tutti i complimenti e i ringraziamenti che ricevo, non sono attraenti, forse non è neppure capita nelle sue ragioni profonde. Dovrei essere un segno della sollecitudine di Gesù per i malati e aiutare tutti a riconoscere la presenza di Gesù che rivela il volto di Dio e invece apprezzano quello che faccio, ma non ricevono il messaggio che porto”.

 

  1. Benedetto sia Dio.

La parola del Signore è ricca di benedizioni. Benedici il Signore anima mia (sal 102); benedetto Dio Padre del Signore nostro Gesù Cristo (Ef 1,3); l’anima mia magnifica il Signore (Lc 1,46).
La benedizione di Dio illumina i valori che contano. Insegnano la sapienza. Correggono le divagazioni pericolose della fantasia che si immagina e desidera una vita spensierata, una vita divertente, una vita delle apparenze e delle illusioni, come fosse desiderabile un paese delle favole dove tutti sono sempre giovani, belli, ricchi, allegri.
La bellezza della vita è il bene che si fa e il bene che si riceve.
“Non vale solo ciò che funziona e non conta solo chi produce. Le persone malate sono al centro del popolo di Dio, che avanza insieme a loro come profezia di una umanità in cui ciascuno è prezioso e nessuno è da scartare” ((Papa Francesco, Messaggio per la XXXI giornata del malato).

La benedizione di Dio rivela la promessa di Dio: siamo benedetti perché viviamo della vita di Dio, siamo chiamati ad essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità.
Fratelli, sorelle, non siamo mai pronti per la malattia. E spesso nemmeno per ammettere l’avanzare dell’età. Temiamo la vulnerabilità e la pervasiva cultura del mercato ci spinge a negarla. Per la fragilità non c’è spazio. E così il male, quando irrompe e ci assale, ci lascia a terra tramortiti. Può accadere, allora, che gli altri ci abbandonino, o che paia a noi di doverli abbandonare, per non sentirci un peso nei loro confronti. Così inizia la solitudine, e ci avvelena il senso amaro di un’ingiustizia per cui sembra chiudersi anche il Cielo. Fatichiamo infatti a rimanere in pace con Dio, quando si rovina il rapporto con gli altri e con noi stessi. Ecco perché è così importante, anche riguardo alla malattia, che la Chiesa intera si misuri con l’esempio evangelico del buon samaritano, per diventare un valido “ospedale da campo”: la sua missione, infatti, particolarmente nelle circostanze storiche che attraversiamo, si esprime nell’esercizio della cura. Tutti siamo fragili e vulnerabili; tutti abbiamo bisogno di quell’attenzione compassionevole che sa fermarsi, avvicinarsi, curare e sollevare. La condizione degli infermi è quindi un appello che interrompe l’indifferenza e frena il passo di chi avanza come se non avesse sorelle e fratelli(Papa Francesco, Messaggio per la XXXI giornata del malato).

Ciò che conta nella vita è la comunione con Dio
Ciò che conta nella vita è la grazia delle relazioni di amore, di rispetto, di stima
Ciò che conta nella vita è il bene che possiamo ricevere e donare.

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