La nomina del nuovo Vicario episcopale è l’occasione per rinnovare il rapporto promettente e gioioso tra la Diocesi e religiose e religiosi che vi svolgono il loro servizio. Il 2 febbraio alle 17.30 l’Arcivescovo presiede la Messa in Duomo (diretta web)

di monsignor Walter Magni
Vicario episcopale per la Vita consacrata

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L’Arcivescovo mi ha affidato, a partire da gennaio di quest’anno, il delicato servizio di Vicario episcopale per la Vita consacrata. Guardando allo stile cordiale e discreto col quale l’Arcivescovo ama incontrare con sollecitudine i fedeli della sua Diocesi, vorrei avvicinare anch’io quanto prima le molte espressioni di Vita consacrata presenti nella Diocesi di Milano.

La preghiera per le vocazioni

Invitati in questo anno pastorale a qualificare e intensificare la preghiera, sarà decisivo avviare o concludere gli incontri che ci attendono celebrando l’Eucaristica o con un momento semplice di preghiera. E ricorderemo insieme il capitoletto che l’Arcivescovo dedica alla preghiera per le vocazioni nella sua Lettera pastorale, che annota come l’allarme vocazionale «è avvertito in modo drammatico da quasi tutte le forme antiche e nuove di vita consacrata, maschile e femminile, con poche eccezioni» (Kyrie, Alleluia, Amen. Pregare per vivere, nella Chiesa come discepoli di Gesù. 2022-2023). Il suo invito alla preghiera ci aiuterà a guardare con serenità e lungimiranza cristiana alla flessione vocazionale che attraversa tanti istituti di Vita consacrata.

La celebrazione in Duomo

Giunge pertanto significativo l’invito, rivolto dall’Arcivescovo a tutti i consacrati e a tutte le consacrate della Diocesi, a partecipare giovedì 2 febbraio, festa della Presentazione del Signore, alla celebrazione in Duomo alle 17.30, per la XXVII Giornata mondiale della Vita consacrata (vedi qui la locandina https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/2023/01/53_A4_VitaConsacrata_2023_05.pdf). Un appuntamento annuale nel quale l’intera Diocesi vuole rendere grazie per il dono di tante espressioni di Vita consacrata. Religiosi e religiose che continuano a voler trasmettere la bellezza della vocazione cristiana, nei tratti dell’umanità di Gesù casto, povero e obbediente; nella certezza della mèta ultima che ci attende in Lui, morto e risorto. Così la Diocesi si sentirà confermata “Chiesa dalle genti”, per la presenza di un numero crescente di consacrate e consacrati, provenienti da tante Chiese sorelle sparse nel mondo.

Sinodalità e Pastorale d’insieme

Come potremo rendere significativo il nostro incontro? Anzitutto lasciandoci condurre dallo Spirito in un ascolto schietto, sinodale appunto. In qualità di Vicario ascolterò volentieri le domande e le provocazioni profetiche che mi vorrete suggerire, chiedendo nello stesso tempo a voi, consacrate e consacrati, di farvi carico delle indicazioni importanti della pastorale diocesana. Potremo così fissare l’attenzione sulla Comunità pastorale, tematica sulla quale la Diocesi si sta muovendo da anni. “È necessario – infatti -, qualora fossero presenti comunità di consacrati/e, che si valorizzi l’apporto dei loro carismi (…), come contributo alla elaborazione di uno sguardo profetico sulla realtà e, se del caso, precisando l’apporto specifico che può essere da loro dato alle attività della Comunità pastorale” (Direttorio sulle Comunità pastorali, 4 novembre 2022).

Assicuro a tutti la sollecitudine e la premura dell’Arcivescovo e, nel ricordo della paternità affettuosa di monsignor Luigi Stucchi e del servizio qualificato e intenso di monsignor Paolo Martinelli, resto in trepida attesa di poter vivere presto con voi la gioia e la bellezza dell’incontro.

La Giornata mondiale

La Giornata mondiale della Vita consacrata, istituita da San Giovanni Paolo II nel 1997 con l’esortazione apostolica Vita consecrata, viene celebrata il 2 febbraio perché la liturgia della Presentazione di Gesù al Tempio è la festa dell’incontro, come ricorda a tutti l’Oriente cristiano. Incontro tra l’attesa dell’uomo e la risposta di Dio, che si concretizza nel dono del Figlio Gesù, già riconosciuto dall’anziano Simeone come salvezza preparata da Dio «davanti a tutti i popoli».

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