Costituito un centro operativo a Faenza, forniti attrezzi e materiali per pulire abitazioni. Gualzetti: «Lotterie per finanziare gli interventi? Le risorse di solidarietà non possono venire dall’azzardo»

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Operatori di Caritas Ambrosiana a Faenza

Due operatori e tre volontari di Caritas Ambrosiana (dopo un intervento d’aiuto effettuato a inizio maggio, all’indomani delle prime inondazioni) da inizio settimana sono attivi a Faenza, all’interno del Centro operativo interdiocesano costituito dalle Caritas di Faenza-Modigliana, Cesena-Sarsina, Forlì-Bertinoro, Imola e Ravenna-Cervia per coordinare gli aiuti nei territori alluvionati della Romagna (un hub logistico per stoccare e movimentare materiali è invece operante a Reggio Emilia).

Con loro gli operatori ambrosiani hanno portato macchinari (idropulitrici elettriche e con motore a scoppio, aspiraliquidi, gruppi elettrogeni, deumidificatori) immediatamente messi all’opera nell’ambito delle operazioni di asciugatura e pulizia, cui la rete Caritas contribuisce. Lo stock di aiuti si somma ad altri provenienti, tramite la rete Caritas, da diverse parti d’Italia ed è il primo di una serie che Caritas Ambrosiana si è impegnata ad assicurare, per rendere sempre più capillare l’opera di soccorso svolta in favore di famiglie ancora alle prese con alloggi ed edifici allagati e colmi di fango. Per dotarsi delle attrezzature necessarie, Caritas si appella alla generosità di fedeli, cittadini e aziende presenti nei territori ambrosiani.

La risposta dei volontari

Alle operazioni di pulizia e asciugatura contribuiscono operatori e volontari “storici” delle Caritas emiliano-romagnole, ma anche molti volontari che si sono spontaneamente resi disponibili dopo l’alluvione di metà maggio; tra costoro, molti giovanissimi e giovani, che per giorni hanno spalato, deumidificato e pulito decine e decine di abitazioni, prima di far ritorno sui banchi di scuola. Gli interventi sono coordinati da responsabili che hanno ricevuto, dagli operatori ambrosiani, adeguata formazione circa l’uso delle attrezzature.

Gli interventi si svolgono secondo bisogni raccolti e filtrati dalla rete delle Caritas, diocesane e parrocchiali, e dei Centri d’ascolto presenti nei territori alluvionati. Viene data priorità alle situazioni in cui ancora è impedito il ritorno di persone e famiglie in abitazione (alloggi al pian terreno), specialmente quando riguardano soggetti vulnerabili (nuclei con anziani, disabili, in situazione di disagio sociale, con molti figli). Ogni squadra di volontari è composta da 4-5 persone, di cui uno formato e adibito all’ascolto dei beneficiari e dei loro bisogni.

La riapertura del Centro diurno per anziani

I responsabili del Centro operativo interdiocesano e i rappresentanti di Caritas Ambrosiana, mentre coordinano gli interventi d’urgenza, stanno cominciando a mettere a fuoco progetti per il medio-lungo periodo. Oltre a preventivare azioni specifiche per il ripristino definitivo delle abitazioni di nuclei e persone fragili, una prima prospettiva di lavoro riguarda la riattivazione del Centro diurno “Cimatti” a Faenza, che prima dell’alluvione offriva servizi ad anziani parzialmente non autosufficienti con problemi fisici e psichici. Inoltre si sta ragionando sull’impiego di volontari, nei prossimi mesi, per supportare le azioni materiali e socio-educative che saranno condotte. Altri progetti seguiranno, destinati a durare per mesi e anni; la loro estensione ed efficacia dipenderà anche dal successo della raccolta fondi che Caritas Ambrosiana, dopo l’incoraggiante esordio, mantiene aperta e alla quale esorta fedeli e cittadini ad aderire.

No alle lotterie

Nel frattempo Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana e presidente della Consulta nazionale antiusura “San Giovanni Paolo II”, ha rilasciato una dichiarazione in merito alla decisione del governo nazionale, assunta nel decreto legge sull’emergenza alluvionale approvato dal Consiglio dei ministri il 23 maggio, che autorizza fino al 31 dicembre l’Agenzia delle dogane e dei monopoli a effettuare estrazioni straordinarie di Lotto e Superenalotto, per ricavare risorse da destinare alla copertura  degli interventi nelle provincie alluvionate. «Le risorse di solidarietà non possono essere frutto di un circuito che produce indebitamento, usura, criminalità, patologie psico-fisiche, licenziamenti, fallimenti – ha dichiarato Gualzetti -. I governi succedutisi negli ultimi anni non hanno mai messo mano a una riforma sostanziale del settore, puntando a ridurre l’offerta e il consumo di azzardo, e i guasti sociali ingenti che essi producono. Eppure è accertato che le entrate fiscali negli anni sono diminuite, rispetto alla spesa sostenuta dai cittadini e ai profitti incamerati dalle aziende, entrambi in aumento. La solidarietà agli alluvionati con le risorse dell’azzardo rischia di alimentare un ciclo vizioso, che sposterà la povertà da una parte all’altra dell’economia e del Paese. Ciò, non solo ha poco di solidale, ma non è degno di un Paese civile e democratico».

Per sostenere la raccolta fondi di Caritas Ambrosiana

▪ Con carta di credito online: https://donazioni.caritasambrosiana.it

▪ In posta: ccp n. 000013576228 intestato Caritas Ambrosiana Onlus – Via S. Bernardino 4, 20122 Milano

▪ con bonifico c/c presso il Banco Bpm Milano, intestato a Caritas Ambrosiana Onlus (Iban:IT82Q0503401647000000064700)
Causale: Alluvione Emilia Romagna – Marche 2023

Le offerte sono detraibili fiscalmente

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