L'arcivescovo ha fatto visita a Rho agli oltre trecento giovani degli oratori estivi delle parrocchie di San Pietro in Rho, Santa Croce e San Maurizio

di Annamaria BRACCINI

Oratorio Rho

«Sono qui a gioire per l’oratorio estivo che è reso bello dagli animatori e dai voi ragazzi. Vi incoraggio a pregare: questo è ciò che so fare».

L’Arcivescovo saluta così, all’inizio della giornata trascorsa a Rho per visitare gli oratori estivi, i trecento bimbi, adolescenti e ragazzi che ha di fronte, seduti intorno a lui su un grande prato, all’oratorio San Pietro dove si ritrovano i giovani delle tre parrocchie di San Pietro in Rho, Santa Croce (Mazzo) e San Maurizio (Terrazzano) riunite nella Comunità pastorale “Maria, Madre della Speranza”.

Accanto all’Arcivescovo, monsignor Luca Raimondi, vicario episcopale per la Zona pastorale IV, il direttore della Fom, don Stefano Guidi, accolti dal prevosto di Rho, don Gianluigi Frova, dai responsabili della Comunità pastorale, don Diego Crivelli e della Pastorale giovanile della città, don Alberto Rivolta, dal sindaco, Andrea Orlandi, da diaconie e volontari adulti. Una significativa presenza per una la realtà oratoriana rhodense che lo è altrettanto con le sue duemila persone partecipanti nei diversi ruoli e responsabilità.

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Al Vangelo di Matteo con la parabola dei talenti, si ispira la riflessione del vescovo Delpini che ricorda. «Alla vostra età, quando veniva letto il Vangelo, qualche volta, mi distraevo e pensavo ad altro. Poi, però, ho trovato la tecnica di chiudere gli occhi e immaginare la scena che viene raccontata, così capisco meglio quello che Gesù dice. La consiglio anche a voi, così saprete ascoltare».

In riferimento alla terza parte della preghiera, composta da monsignor Delpini, stampata sull’immaginetta che tutti i piccoli hanno in mano, l’Arcivescovo spiega come sia importante «non perdere oggi l’occasione per amare. Il nome vero di oggi, di domani, di ogni giorno è occasione per amare. Gesù dice di non lasciare che nessuno vada via da te senza un sorriso. Amare significa questo: qualcosa che possiamo fare tutti. Sorridendo, davanti a una persona, diciamo che siamo contenti di vederci».

Un pensiero specifico, con una raccomandazione che spesso l’Arcivescovo rivolge alle giovani generazioni, è anche rivolto agli animatori e agli adolescenti. «Non sottovalutatevi mai. Vi dico che avete ricevuto dei talenti, tra cui il primo e principale è essere fatti a immagine di Dio. Per questo valete, non perché siete, magari, dei piccoli campioni o delle reginette di bellezze. Infine, non dimenticatevi mai che siamo vivi perché chiamati a essere felici e che ciascuno di noi è prezioso agli occhi di Dio».

La recita corale del Padre Nostro, la benedizione e ancora un canto oratoriano concludono questa prima tappa con il sindaco che prende brevemente la parola, sottolineando l’importanza delle realtà oratoriane della città con cui l’amministrazione pubblica ha stipulato una convenzione.

Milano – Rho, l’Arcivescovo Mario Delpini in visita all’Oratorio Sangio della Parrocchia di San Giovanni di Via Armando Diaz a Rho

Non c’è modo migliore per salutarsi che le note di violino eseguite da Sara, un’animatrice dodicenne con autismo.

Poi, via verso Passirana di Rho, parrocchia Sant’Ambrogio, dove ad accogliere il vescovo Delpini è il parroco monsignor Michele Di Tolve, vescovo eletto, nominato dal Papa un mese fa tra i vicari di Roma. Nella campagna verdissima, seduti su semplici panche, i ragazzini e le ragazzine, divisi in quattro squadre, giocano con l’Arcivescovo cercando nomi di santi, di personaggi biblici, di cose belle e di mestieri. Per la cronaca, vincono a parità i “Gialli” e “Verdi”. Interessante che, insieme a parole belle, semplici e intuitive per dei piccoli, come gioia, viaggio, amore, emergano anche termini quali altruismo, giustizia, socializzare che indicano il valore educativo, anche civile, dell’oratorio.          

Per la preghiera ci si sposta nel vicino spazio, davanti a una graziosa edicola rappresentante la Madonnina e a una semplice croce.

Il vescovo Delpini – assieme al vicario Raimondi e l’eletto Di Tolve – spiega il motto episcopale e il perché, per l’immaginetta, abbia scelto un’opera dell’artista della transavanguardia Nicola De Maria. «Si vede un grande cielo azzurro e bianco e anche le montagne hanno questi colori come a dire quello che c’è in cielo è anche in terra, infatti, il mio motto è “La terra è piena della gloria di Dio”. Ho cercato, così, di capire cosa sia la gloria di Dio. Non vuol dire il paese delle favole e non vedere i problemi, ma è l’amore che rende capaci di amare. Vi chiedo, quando incontrate qualcuno che si lamenta della vita e delle persone, di dire il mio motto e invitarli ad amare».

Milano – Rho, l’Arcivescovo Mario Delpini in visita all’Oratorio San Carlo via Don Bettinetti, 60

E, ancora, si prosegue verso San Giovanni Battista a Rho, che proprio nella giornata della visita dell’Arcivescovo “compie” 60 anni, essendo stato inaugurato il 27 giugno 1963, come ricorda Di Tolve che definisce il verbo che riunisce i giovani di allora, oggi nonni, i genitori e i ragazzi – fisicamente tutti presenti – attorno a loro oratorio: “coinvolgere”.  Per questo i ragazzi hanno scritto anche una preghiera che leggono. «Grazie all’oratorio e alla comunità che lo ha costruito, grazie Signore per averci dato un luogo dove stare a contatto con te e con gli amici imparando a prenderci cura gli uni degli altri e a rispettare l’ambiente».

Un coinvolgersi da cui parte anche l’intervento dell’Arcivescovo. «Quando ho visto il Papa, era ancora tramortito per il grande pellegrinaggio dei fedeli di Rho a Roma. Era contento perché la vostra comunità si è lasciata coinvolgere. Il messaggio del Vangelo vuol dire fare quel poco che si è capaci, portare quel poco che si può perché ognuno sia contento. Lasciatevi coinvolgere: basterà per fare molto bene».  

Infine, è ormai l’ora del pranzo che l’Arcivescovo consuma con una sessantina di piccoli e giovanissimi, dopo averli benedetti e indicato di considerare ogni giorno come giorno per amare. Tra loro i ragazzi di “Baskin”, associazione che promuove una pallacanestro inclusiva tra giovani e ragazzi con disabilità. Con sede nell’oratorio San Carlo questa attività ha dato vita allo spazio “De Amicis”, divenuto anche un’esperienza di incontro di famiglie, all’interno della parrocchia centrale San Vittore, e di collegamento con l’oratorio estivo.

 

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