La Giornata mondiale per le vocazioni invita a pensare come seguire il Signore a servizio della Chiesa: in tutta la Diocesi, celebrazioni, incontri e testimonianze per i giovani

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È nel dialogo con Gesù, in ascolto della sua Parola, che la vita assume i tratti della vocazione. Domenica 30 aprile, Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, la Chiesa invita a pensare nuovamente alla vita come una vocazione, un modo di seguire il Signore a servizio della Chiesa e per la costruzione di un mondo più giusto. Un appuntamento in cui promuovere questa mentalità, una cultura che sappia andare oltre gli interessi personali e i calcoli per annunciare il dono di sé quale modalità migliore di intendere la vita. Un invito alla preghiera per tutta la comunità cristiana e anche per i giovani, come l’Arcivescovo ha richiamati.

Accanto a proposte di preghiera per le vocazioni in ogni singola comunità (il programma, in aggiornamento, è in coda a questa pagina), nelle Zone pastorali si preparano incontri specifici nei quali i giovani possono ascoltare testimonianze significative (diaconi prossimi all’ordinazione sacerdotale, consacrate al Signore, giovani sposi divenuti segni dell’amore totale di Cristo…) e mettersi in preghiera, affidando le proprie scelte insidiate spesso dalla paura. La preghiera e il fascino percepito davanti ai testimoni rendono possibile una accoglienza positiva della paura, così da lanciarsi in scelte coraggiose sulla spinta interiore dello Spirito Santo.

Vocazioni e sinodalità

L’Ufficio nazionale Cei per la Pastorale delle vocazioni quest’anno richiama l’attenzione sulla reciprocità delle diverse vocazioni nella Chiesa. È l’orizzonte proposto anche dall’Esortazione apostolica post-sinodale rivolta ai giovani e a tutto il popolo di Dio, quando insegna: «La pastorale [giovanile] non può che essere sinodale, vale a dire capace di dar forma a un “camminare insieme ” che implica una valorizzazione dei carismi che lo Spirito dona secondo la vocazione e il ruolo di ciascuno dei membri della Chiesa attraverso un dinamismo di corresponsabilità […]. In questo modo, imparando gli uni dagli altri, potremo riflettere meglio quel meraviglioso poliedro che dev’essere la Chiesa di Gesù Cristo. Essa può attrarre i giovani proprio perché non è un’unità monolitica, ma una rete di svariati doni che lo Spirito riversa incessantemente in essa (Christus vivit, 206-207).

Ogni vocazione riflette qualcosa del mistero di Cristo e della ricchezza dei doni dello Spirito che sono nella Chiesa: la reciprocità e la comunione delle vocazioni esprimono a pieno il mistero della comunione ecclesiale, fanno risplendere la bellezza di Cristo. La vocazione libera la vita dal pensiero che tutto sia solo un caso e insieme dalla concezione di un fato per il quale tutto sia già stato predeterminato. Piuttosto, in un rapporto di amicizia con il Signore, in una storia che si scrive insieme, si intuisce la migliore interpretazione della propria esistenza che è la vocazione. Soltanto in una coralità le diverse vocazioni esprimono tutto il mistero.

Info: www.chiesadimilano.it/pgfom.

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