Primo incontro online, secondo modalità comunicate agli iscritti, del cammino formativo, di comunione, in prospettiva missionaria. Ancora aperte le iscrizioni per giovani e adulti

dell'Equipe di Pastorale giovanile diocesana

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Dopo alcuni mesi di aspettativa, meglio, ci auguriamo di attesa feconda, il cammino “Senza indugio” è ai blocchi di partenza. Dopo la Redditio Symboli nel mese di ottobre, con l’annuncio pasquale proclamato da alcuni adulti significativi, e dopo alcuni mesi di ritardo a causa della pandemia, purtroppo non ancora alle spalle, sabato 13 marzo faremo online il primo step con giovani e adulti partecipanti al cammino. Questo percorso intende assomigliare a un processo che non si potrà esaurire in qualche incontro, né tantomeno in pochi mesi. Sono numerose le attese, fervide promesse da coltivare.

La sinodalità missionaria è quella più avvincente. È l’eredità del Sinodo sui giovani e il discernimento vocazionale. Il Papa ci ricorda che nella Chiesa si cammina sempre insieme, in comunione, tra generazioni che non devono contrapporsi, ma mettersi alla scuola gli uni degli altri e tra differenti provenienze ecclesiali. Giovani di movimenti e associazioni, decanati e comunità pastorali saranno in dialogo con alcuni anziani rappresentativi. La prospettiva è missionaria, per il primo annuncio attorno al fascino del Cristo vivo che ci ama e ci salva. I giovani stessi sono missionari tra i loro coetanei attraverso uno stile di vita che interroga e attira a una vita piena.

Si comincia con alcuni momenti formativi. Con il Vicario don Mario Antonelli approfondiremo l’enciclica Evangelii Gaudium per riconoscere che «la gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù» (EG n 1). Nel mese di aprile don Rossano Sala, segretario del Sinodo, ci accompagnerà a delineare il volto di una Chiesa che si lascia disegnare dallo sguardo creativo dei giovani: le prospettive sono quelle emerse dalla esortazione post-sinodale Christus Vivit e insieme si intravedono desideri di fraternità e carità quali pilastri per la ricostruzione in seguito alla pandemia. Nel mese di maggio il nostro Arcivescovo e gli istituti missionari ci aiuteranno a riflettere insieme sull’annuncio del Vangelo in Europa e in particolare in Italia: la Parola di Gesù sempre attende di esprimersi nella cultura e nelle forme di ogni popolo.

Nel prossimo anno pastorale il cammino assumerà un taglio più laboratoriale. Alcuni ambiti specifici diverranno sperimentazioni per l’annuncio. Cultura, fraternità, comunicazione, carità si presentano come sentieri sui quali camminare insieme alla scoperta del Signore Risorto che si rivela. L’orizzonte sta nella crescita umana e spirituale di giovani che siano nelle loro comunità cristiane come “animatori missionari” qui e ora, tra i coetanei, appassionati a una Chiesa che accompagna discepoli di Gesù abitati dal fuoco della missione. La pastorale giovanile indicata da papa Francesco e dal Sinodo è kerigmatica, cioè animata dall’annuncio travolgente della Pasqua, popolare in quanto non esclusiva e in dialogo con tutti i giovani, domestica cioè innervata dalla fraternità che manifesta l’amore di Dio.

Il percorso si ispira all’icona evangelica dei discepoli di Emmaus. Il documento finale del Sinodo annota: «Abbiamo riconosciuto nell’episodio dei discepoli di Emmaus (cfr. Lc 24,13-35) un testo paradigmatico per comprendere la missione ecclesiale in relazione alle giovani generazioni. Questa pagina esprime bene ciò che abbiamo sperimentato al Sinodo e ciò che vorremmo che ogni nostra Chiesa particolare potesse vivere in rapporto ai giovani. Gesù cammina con i due discepoli che non hanno compreso il senso della sua vicenda e si stanno allontanando da Gerusalemme e dalla comunità». (Proemio, n 4)

Ci guida una fiduciosa simpatia verso i giovani, chiamati a essere responsabili, insieme ai pastori e agli adulti, per dare volto e slancio alla Chiesa in ascolto dello Spirito.

Qui maggiori informazioni e indicazioni per ulteriori iscrizioni

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