L’Arcivescovo le ha comunicate ai preti novelli nel corso della celebrazione dell’Ora media nella Cappella arcivescovile: «Ovunque andiate, è Gesù che vi manda»

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L'Arcivescovo durante la celebrazione dell'Ora media

di Annamaria BRACCINI

A nemmeno due settimane dalla loro ordinazione sacerdotale, i 15 preti 2023 hanno ricevuto le loro destinazioni pastorali (ecco l’elenco). Raccolti nella Cappella arcivescovile con l’Arcivescovo Mario, il rettore del Seminario monsignor Enrico Castagna, il vicario episcopale per la Formazione permanente del Clero monsignor Ivano Valagussa, i Vicari episcopali di Zona (i confermati, gli uscenti e quanti entreranno in ruolo l’1 settembre, i parroci e le diaconie delle realtà che li accoglieranno, amici e altri sacerdoti.

La comunicazione della destinazione

La recita corale dell’Ora media accompagna la consegna delle fatidiche buste che contengono appunto le destinazioni, rese note, per ciascuno, a voce dal cancelliere arcivescovile, monsignor Marino Mosconi. Le strette di mano con l’Arcivescovo e l’abbraccio con chi li accoglierà sottolineano l’importanza di un momento gioioso, vissuto con emozione, ma anche raccoglimento. Sentimenti che l’Arcivescovo ricorda, ringraziando i sacerdoti novelli, chi li ha accompagnati negli anni, il Seminario, la Formazione permanente «che hanno lavorato insieme per individuare le destinazioni», i «Vicari episcopali di Zona per la lettura delle situazioni»: «Vi auguro, come giovani preti, di avere la stessa disponibilità pronta che io ho trovato nei Vicari che in questo sono un modello di collaborazione con il Vescovo», sottolinea in chiaro richiamo alle nomine dei Vicari stessi annunciate nei giorni scorsi.

Il riferimento a Gesù

«Spero che in questi primi giorni nell’esercizio del Ministero abbiate tenuto saldo il riferimento a Gesù, perché senza di Lui non si può far nulla. Talvolta si può essere travolti dagli eventi e si rischia che il rapporto con il Signore non sia il punto determinante anche nel momento in cui conoscete le vostre destinazioni. Ricordate che ovunque andiate è Lui che vi manda. Anche in un ritmo di vita molto diverso dal passato, tenete fermo questo riferimento», spiega l’Arcivescovo, che aggiunge ciò che aveva già espresso nell’omelia per le Ordinazioni, commentando il motto dei neo presbiteri, «Pace in terra agli uomini, che e gli ama».  

Mandati per portare la pace

«Forse non siete una moltitudine, siete uomini con le vostre fragilità, ma siete comunque mandati per portare la pace. Il fatto di essere pochi, di non essere angeli, fa parte dei limiti che dobbiamo accettare, ma noi dobbiamo riferirci al bambino, Gesù presenza fragile, per la costruzione ben ordinata di un mondo che ha bisogno della pace».

I presenti alla celebrazione

Calma, prudenza, disponibilità a imparare

E arriva, così, una doppia esortazione: «Noi preti siamo dei privilegiati: appena finito gli studi, usciti dal Seminario, abbiamo una casa, un lavoro, delle responsabilità, un sostentamento, mentre tanti vostri coetanei hanno molte incertezze. Dovete guadagnarvi questa condizione privilegiata, dimostrando che la comunità cristiana, destinando l’8X1000 alla Chiesa cattolica, fa bene. Io credo che questo sia un momento da vivere con una sapienza spirituale perché immagino che, appena incontrerete il vostro parroco o il vostro predecessore, potreste rischiate di essere travolti dalla novità e questo può ingenerare smarrimento e panico. Nel momento dell’inizio della vita pastorale potreste sentire un senso di oppressione per tutto quello che vi diranno, per le responsabilità, per le prime impressioni che avrete. La sapienza che viene dall’altro ci permette di conservare la fede: continuate a pregare, sapendo che avete dei punti di riferimento nei Vicari di zona, nei padri spirituali, in chi si occupa della Formazione permanente. Vorrei esortarvi alla calma, alla prudenza degli inizi, alla disponibilità di imparare ciò che c’è da imparare, senza schematismi. La prudenza e la sapienza sono le condizioni spirituali per accogliere le destinazioni».

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