La sesta in Diocesi, sorta negli spazi ristrutturati del Centro Paolo VI, è stata benedetta dall’Arcivescovo: «Qui si scrive una storia fatta di comunità, solidarietà, cura vicendevole»

Casa della Carità Lecco_2
L'Arcivescovo e Luciano Gualzetti all'atto dell'inaugurazione

di Annamaria Braccini

«Non un condominio o un agglomerato, non una cittadella fortificata o una fonte di problemi, ma una casa fatta di relazioni, di fraternità e di solidarietà». Sono queste le parole con cui l’Arcivescovo ha inaugurato ieri sera la Casa della Carità di Lecco, la sesta attiva in Diocesi, che va ad aggiungersi alla prima – la “storica” di Milano, voluta ormai vent’anni fa dal cardinale Martini – e a quelle più recenti di Varese, Saronno, Gallarate e Seregno.

Tante le presenze, a sottolineare una serata attesa e importante non solo per Lecco, ma per l’intero territorio: il Vicario episcopale di Zona III monsignor Maurizio Rolla, il prevosto don Davide Milani e il suo predecessore monsignor Franco Cecchin, diversi altri sacerdoti, il sindaco della città Mauro Gattinoni, quelli di Malgrate (anche presidente dell’Ats Brianza) e Valmadrera, il prefetto di Lecco e il viceprefetto di Milano, i progettisti della struttura e i rappresentanti di tutte le realtà che, con le loro donazioni, hanno reso possibile la Casa. E, poi, naturalmente qualche ospite già accolto e gran parte dei 250 volontari coordinati da quattro operatori professionisti delle Cooperative “Il Grigio” e “L’Arcobaleno”.

L’Arcivescovo con alcuni ospiti

Un lavoro, quello della ristrutturazione degli spazi del Centro Paolo VI di via San Nicolò – nei pressi della Basilica, che per decenni ha ospitato attività pastorali nei settori della carità e della comunicazione -, durato tre anni e reso possibile grazie al finanziamento della Diocesi (con mezzo milione di euro, frutto dell’8×1000) e, tra gli altri, di Fondazione Cariplo e Fondazione Adiuvare, dell’Associazione “Robert F. Kennedy Foundation of Italy” e della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Senza dimenticare i privati, dall’anziano cittadino anonimo (ora scomparso) che ha donato due milioni di euro, a tante piccole contribuzioni.  

I saluti di Gualzetti e don Milani

E tutto per una Casa che il direttore di Caritas ambrosiana, Luciano Gualzetti, ha definito «un segnale molto importante per una comunità cristiana che vuole annunciare la vita piena: casa dei poveri e dei volontari, della Parola e dell’ascolto, aperta alla città». Significativo che sull’edificio sia stata posta la scritta luminosa, presente sul padiglione della Santa Sede a Expo 2015, “Dacci oggi il nostro pane quotidiano” in francese. 

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Tre le opportunità legate alla Casa per don Milani: «In primis, la sua collocazione vicino alla Basilica di San Nicolò, cosicché chi partecipa alla Messa e all’incontro con il Signore si senta interrogato. Poi, il monito perché, affacciandosi su un nodo viabilistico importante della città, la Casa permette di riflettere sul nostro stile di vita. Terzo, la presenza delle persone che troveranno qui ascolto, assistenza, aiuto serio e competente per rincominciare».

I presenti all’inaugurazione

Due i rischi: «Quello della delega della carità che, invece, riguarda tutti, e l’insidia di marciare ciascuno secondo le proprie priorità, senza camminare insieme». Una la prospettiva, sempre secondo il Prevosto, rappresentata dalla struttura inserita in un riallestimento più generale che coinvolge la Sala della Comunità “L’Aquilone”, l’asilo, il nuovo oratorio, ora in ristrutturazione, e la piazza sita in una parte di Lecco rialzata rispetto al lago che ne determina un riferimento simbolico per l’intera città.

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L’intervento dell’Arcivescovo

«Che cosa è una città? – si è chiesto, da parte sua, l’Arcivescovo, avviando la sua riflessione -. Talvolta se ne parla come di una fabbrica dei problemi quali l’inquinamento, l’isolamento, il traffico che favorisce l’esasperazione, le povertà, le tensioni sociali. Oppure come di una fabbrica della comodità per la possibilità di accedere facilmente a servizi, scuole, ospedali, distribuzione alimentare; o ancora come di forma di sicurezza basata sull’esclusione degli altri, basti pensare alle mura di cinta delle città del passato».

L’Arcivescovo durante la sua riflessione

«Ma – ha aggiunto – a me pare che noi, con questa inaugurazione, possiamo dire che i cristiani hanno un’idea della città che si configura come una comunità, cioè un luogo dove le persone si riconoscono in un’appartenenza che ha un’origine superiore rispetto alla paura e alla comodità. L’origine che viene da una convocazione che permette di non chiudersi dentro le mura, ma di scrivere una storia nuova fatta di relazioni, solidarietà, cultura, cura vicendevole. Questo centro di Lecco – che ha una struttura fatta anche di tanti borghi limitrofi – lancia un messaggio: l’augurio di essere una comunità guidata dalla solidarietà, dalla speranza e da una prospettiva di futuro. Ed è anche una provocazione per tutte le istituzioni che si curano di una comunità che non sia solo un agglomerato». «Credo che da qui si irradi una benedizione: chi fa il bene è benedetto da Dio», ha concluso l’Arcivescovo, cha ha impartito la benedizione e visitato i locali della struttura, prima della cena cui hanno preso parte anche gli ospiti della Casa.

Un momento della visita alla struttura

La struttura e i servizi

Nella nuova Casa della Carità di Lecco saranno ospitati servizi notturni e diurni. Nel rifugio notturno, 30 i posti letto che possono accogliere sia singoli sia nuclei familiari (purché non siano presenti minori), con necessità di sostegno sociale e accompagnamento all’autonomia. A seconda dei casi, l’accoglienza notturna può essere di breve, medio o lungo periodo. Saranno disponibili posti anche per accoglienze d’emergenza. Prevista anche l’accoglienza gruppi per giovani (scout e oratori) interessati a esperienze caritative nella Casa grazie a 20 posti letto. Inoltre, sono disponibili 8 posti in 2 appartamenti riservati a famiglie (anche con minori) in situazioni di fragilità abitativa o sociale temporanea. Questi appartamenti potranno anche ospitare giovani disposti a condividere la “Vita comune per la carità”, esperienza promossa dalla Pastorale giovanile e Caritas.

Il momento conviviale che ha concluso la serata

Per quanto attiene ai servizi diurni, la Casa è fornita di una mensa con cucina (80 posti a sedere, con una previsione di 10 mila pasti erogati all’anno), 5 docce per esterni, lavanderia, guardaroba e deposito bagagli. Non mancano uno studio medico, l’Emporio della Solidarietà, il 16° “minimarket solidale” aperto da Caritas Ambrosiana nel territorio della diocesi; il Centro di ascolto decanale, due saloni polivalenti e altrettante sale riunioni, spazi per la vita comunitaria.

La Casa ospiterà anche la sede delle Caritas zonale e decanale di Lecco. 

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