Si svolgerà dal 4 al 7 settembre, sarà guidato dall’Arcivescovo e avrà quale filo conduttore la devozione mariana. Previste visite anche a Osimo e Fiastra

di Massimo Pavanello
Responsabile diocesano Turismo e Pellegrinaggi

Basilica di Loreto
La Basilica di Loreto

Dal 4 al 7 settembre l’Arcivescovo di Milano guiderà un pellegrinaggio diocesano a Loreto (vedi qui la locandina). Il calendario prevede pure la sosta in alcuni significativi luoghi del circondario. La peregrinazione seguirà il motto «Grazia, Fede e Salvezza», mutuato da un passaggio della lettera che Giovanni Paolo II inviò all’allora Prelato di Loreto, monsignor Pasquale Macchi, in occasione del VII centenario del Santuario lauretano (1993).

Il filo conduttore del viaggio sarà la devozione mariana, riscontrabile in maniera evidente presso la Santa Casa, ma non solo. I pellegrini, infatti, pregheranno pure nella concattedrale di Osimo, che ospita la Cappella della Madonna del Rosario, insieme alla più conosciuta Cappella della Sacra Spina; a Fiastra, nella chiesa abbaziale della Madonna Annunziata; ad Assisi, in Santa Maria Maggiore, nota come Santuario della Spogliazione. L’inno che i fedeli ambrosiani innalzeranno a Maria avrà un riconoscibile accento ambrosiano. Ciascun luogo citato, infatti, è legato a una figura o a una memoria connessa con la Chiesa di Milano.

I legami con la Diocesi

Il primo accordo risuonerà per i 100 anni dalla nascita di monsignor Pasquale Macchi (9 novembre 1923), che fu vescovo a Loreto dal 1988 al 1996. Il suo attaccamento alla terra lombarda mai si affievolì, neppure durante la residenza romana che lo vide segretario di Paolo VI. Terminato il compito, egli volle tornare nella città natia come arciprete del Sacro Monte di Varese. Uguale scelta fece una volta lasciata la sede arcivescovile marchigiana: si ritirò, fino alla morte, nel monastero delle Romite ambrosiane di Bernaga. Le sue esequie, nel 2006, furono celebrate dall’allora metropolita Dionigi Tettamanzi. Nella tappa di Osimo anche la seconda nota avrà la sua sfumatura: egli, infatti, fu titolare della locale sede arcivescovile dal 1989 al 1991.

Armonia lombarda anche per Fiastra. Il complesso monastico nacque per gemmazione, nel 1142, dalla abbazia di Chiaravalle di Milano. Con presenza storica a fisarmonica, i religiosi ambrosiani vi rimasero fino al 2018, quando fecero rientro presso la casa madre.

L’ultimo accento metrico del pellegrinaggio cadrà su Assisi, per una orazione sulla tomba del giovane Beato Carlo Acutis. È lì sepolto, ma è milanese. È morto a Monza nel 2006.

L’esortazione a partecipare a questo viaggio è per tutti. Particolare invito è rivolto a quanti hanno legami d’affetto sia con la devozione mariana sia con le figure spirituali elencate. Come per esempio gli affiliati a Unitalsi, Oftal, Smom; i fedeli delle parrocchie – e delle cappellanie aeroportuali – intitolate alla Vergine lauretana; chi vive nell’area geografica di Varese, dove l’opera e la memoria di monsignor Macchi sono ancora presenti; quanti si ispirano all’esempio di santità giovanile di Acutis.

L’organizzazione tecnica del pellegrinaggio è in carico alla agenzia Duomo Viaggi (info: tel. 02.7259931; www.duomoviaggi.it).

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