In estate ci sono stati i pensionamenti ed è partito il turn over. A settembre i presidi cercavano persino neolaureati per coprire le ultime cattedre rimaste vacanti. Sembrava che tutto filasse liscio: con l'immissione in ruolo di nuovi addetti si era dato un duro colpo al precariato che negli ultimi anni aveva sfiorato il 20 per cento degli addetti. Eppure, tra pochi giorni, gli insegnanti rintracciati a forza di telefonate e telegrammi rischiano di perdere il posto. In questa drammatica situazione non si trovano solo i titolari di supplenze medio-lunghe, ma anche quelli di contratti annuali. E verranno colpiti tutti i docenti indipendentemente dalla materia di insegnamento e dalle ore che già hanno condiviso con gli alunni: italiano, matematica, inglese. Oltre a 500 insegnanti di sostegno non specialisti, che hanno l'incarico di aiutare i ragazzi con difficoltà fisiche o di apprendimento.