Nel centenario della morte del sacerdote protagonista in città nel secolo scorso, nove incontri da novembre a marzo, rivolti in particolare ai giovani. Primo evento il 18 novembre: «Storie di buon lavoro»

Monsignor Ambrogio Portaluppi
Monsignor Ambrogio Portaluppi

In vista del centenario della morte di monsignor Ambrogio Portaluppi – protagonista nel secolo scorso della vita ecclesiale e sociale di Treviglio -, proprio a Treviglio prende il via a novembre un percorso di formazione sociopolitica dal titolo «Alla scuola di Portaluppi», che si terrà fino al marzo 2023, con l’idea di proseguire poi per un cammino triennale. È organizzato da Fondazione Mons. Ambrogio Portaluppi, circolo Acli BBO (Bassa Bergamasca Ovest) e Comunità pastorale Madonna delle Lacrime. La proposta è di 9 incontri, con un mix di lezioni frontali e laboratori. Il corso è aperto a tutti, con un occhio di riguardo per i giovani.

«Vogliamo realizzare una scuola di formazione sociopolitica – spiega Alberto Trevisan delle Acli – che sia uno spazio privilegiato per confrontarsi su come promuovere il bene comune: perché ognuno possa trovare il modo di mettersi in gioco e dare il proprio contributo. Abbiamo bisogno delle idee, dei talenti e dell’energia di tutti per migliorare il presente».

La scuola, nel suo primo anno, approfondirà la tematica del lavoro, spiega Bruno Goisis della Fondazione Portaluppi: «Confrontarsi sulla buona politica significa parlare di come ci possiamo prendere cura delle persone e delle comunità in cui le persone vivono. Il lavoro è una componente fondamentale della persona, per cui parlare di buona politica significa parlare di come ci possiamo prendere cura del lavoro, nello spirito del primo articolo della Costituzione italiana».

Il percorso farà della concretezza una delle proprie cifre. Non istruirà sull’abc della politica, ma si concentrerà sui temi concreti. Per esempio uno degli incontri sarà tenuto dalla docente universitaria Ivana Fellini, che proporrà un’analisi macroeconomica e una rilettura di come è cambiato il lavoro a Treviglio, per capire le linee di sviluppo del lavoro nel futuro di questo territorio.

Lo stile è aperto, senza indirizzi partitici da promuovere o perseguire. Ma anche identitario, promotore di una laicità positiva, che cioè non rinuncia all’apporto delle proprie identità e delle proprie radici, ma le corresponsabilizza al dialogo paziente ed alla convivialità delle differenze per costruire insieme il bene comune per la comunità. La sede sarà la Fondazione Portaluppi, mentre le modalità di iscrizione e il calendario dettagliato saranno spiegati nell’ambito dell’evento inaugurale.

Il primo evento

Il primo evento è un convegno, «Storie di buon lavoro», aperto a tutti e non solo agli iscritti, che si terrà venerdì 18 novembre alle 20.15 presso l’auditorium della Cassa Rurale Bcc Treviglio di via Carcano (vedi qui la locandina). I relatori sono monsignor Maurizio Gervasoni, delegato per la pastorale del lavoro della Cel (Conferenza Episcopale Lombarda); Giuseppe Guerini, presidente di Confcooperative Bergamo e Cecop (Confederazione europea delle cooperative di lavoro e di servizi); Roberto Cesa, delegato per il lavoro della segreteria provinciale Acli (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani); Valentina Dolciotti, consulente aziendale e fondatrice della rivista DiverCity (divercitymag.it); Giacomo Bosia, imprenditore e licenziatario di diversi ristoranti McDonald’s. Racconteranno altrettante storie di lavoro con lo stile del Tedx: brevi interventi di non più di un quarto d’ora, dei piccoli monologhi..

L’ingresso all’evento è libero e gratuito, non serve prenotazione.
Info: cell. 347.0475151; circoloaclibbo@gmail.com

Chi era Portaluppi

Monsignor Ambrogio Portaluppi (Boffalora sopra Ticino, 27 maggio 1863 – Milano, 7 dicembre 1923) fu a Treviglio dal 1891 al 1922. In città fondò, tra le altre cose, la Cassa Rurale, l’Unione Operaia, le Affittanze collettive, la Società dei Probi Contadini di Castel Cerreto e Battaglie di Treviglio, le Unioni rurali e operaie e il settimanale Il Popolo Cattolico. Fu una figura decisiva nell’ambito della dottrina sociale della chiesa ambrosiana e più nello specifico per Treviglio e per il territorio circostante, grazie alle sue opere a favore della cooperazione nell’ambito del lavoro, dell’abitare, della finanza e della comunicazione.

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