All'interno del ciclo di conferenze "Il limite" organizzao dal Centro Giovani Coppie San Fedele

spazio coppia

All’interno del ciclo di conferenze “Il limite”, giovedì 16 febbraio alle 21 presso la Sala Ricci in piazza San Fedele a Milano, avrà luogo la conferenza “L’educazione dei figli, oggi: limiti, speranze e senso del futuro” con Gianni Vacchelli, insegnante e scrittore.

Gianni Vacchelli è professore di letteratura italiana in un liceo classico milanese e insegna al Dipartimento di Italianistica (Scienze della Formazione) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Tiene corsi e conferenze, scrive libri per la scuola, racconti e saggi. La Bibbia e Dante, letti in una prospettiva simbolica che tenga insieme il livello interiore con quello letterario e mistico, sono i suoi principali oggetti di studio. La sua lettura, attenta al dialogo interculturale, è al crocevia delle tradizioni spirituali d’Oriente e d’Occidente.
Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo:  
•”Rileggere le scritture al crocevia di più tradizioni. Ermeneutica culturale, Pannikar, simbolo e liberazione”, Simple, 2016
•“Generazioni. Storie di liberazione e abisso”, Mimesis, 2016

La parola “oggi” è al centro delle riflessioni a dialogo proposte da questa conferenza. Qual è lo “spirito del tempo”, quali i segni che devono essere compresi e interpretati da chiunque abbia responsabilità educative genitoriali, ma anche di qualunque tipo?
Abbiamo bisogno di leggere con attenzione critica il nostro tempo, caratterizzato da un economicismo esasperato e tecnocratico. Senza pensiero critico non possiamo educare i nostri figli. Abbiamo bisogno anche di nuovi miti, di nuovi simboli, di una nuova cultura, non tanto e solo umanistica, ma realmente umana.
Con un pensiero critico e nuovi simboli di riferimento, possiamo meglio definire i limiti, che sono necessari alla crescita di ogni giovane. Limiti che devono essere costruttivi, e non solo di negazione. I limiti non servono per coartare, ma per far crescere e, spesso, per essere superati. Accanto ai limiti bisogna recuperare una cultura del desiderio e un principio-speranza, cioè una prospettiva di trasformazione e di ripensamento del mondo, un senso del futuro, che rischiano, altrimenti, di essere mangiati da una diffusa rassegnazione, da un’accettazione fatale dell’esistente, mentre abbiamo bisogno di una nuova teoria e di una nuova prassi.

L’ingresso libero.
In allegato il volantino con il programma.

 

Ti potrebbero interessare anche: